domenica 22 Maggio 2022
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2001 – Passo della Mendola

La felicità

Relatori Augusto Cavadi, Elio Rindone, Mario Trombino
Interlocutori invitati Alberto Giovanni Biuso
Sintesi degli interventi(a cura di Elio Rindone) L’amore ha, per unanime consenso, un ruolo privilegiato nella realizzazione dell’uomo, comunemente indicata col termine felicità. Ma anche la felicità è stata concepita nel corso dei secoli nelle maniere più diverse. Rileggere alcuni dei filosofi che con più impegno si sono interrogati su questo tema potrebbe essere d’aiuto per le nostre scelte personali.a) Platone ritiene che la felicità sia possibile nell’aldilà all’anima immortale che in questo mondo ha ordinato secondo ragione la propria vita e quella della città. Aristotele attribuisce la felicità, in un orizzonte terreno, anzitutto all’intellettuale dedito alla contemplazione e secondariamente all’uomo che si realizza sul piano delle virtù pratiche. La Bibbia, invece, vede la realizzazione del progetto di Dio nella possibilità data a tutti, mediante un atteggiamento di condivisione, di avere una vita degna in questo mondo. Il medioevo vuole una felicità per tutti ma la ripone, con Tommaso, nella visione beatifica possibile nell’aldilà (Elio Rindone).

b) Nell’età moderna Spinoza elabora una nozione di felicità che pone al centro il rapporto tra l’individuo e il Tutto, mentre Rousseau ritiene che vada privilegiata la dimensione sociale della felicità, secondo il principio che nessun piacere è davvero tale se non può essere condiviso. Kant, infine, pensa che la felicità non sia l’ovvia conseguenza di una vita virtuosa: se non possiamo non desiderare la felicità, questa non può diventare il fine dell’azione morale. Il compito dell’uomo è quello di rendersi degno della felicità, restando questa l’esito di una fede razionale che trova il suo fondamento nei postulati della Ragion Pratica (Mario Trombino).

c) Nella cultura contemporanea pulsa una “tragica felicità”. Il nostro tempo, infatti, è caratterizzato da un profondo disincanto e nello stesso tempo da uno spasmodico, costante, disperato tentativo di essere felici. Attraverso l’analisi di una serie di testi e di prospettive filosofiche cruciali che vanno da Schopenhauer a Heidegger – passando per Leopardi, Nietzsche, Wittgenstein, Cioran, Canetti – si è tentato di cogliere le concrete aperture alla felicità che possono germinare dal venir meno di ogni significato assoluto della vita (Alberto Giovanni Biuso).

Luogo Passo della Mendola, in provincia di Trento, Trentino
Periodo 21 – 27 Agosto 2001
Articolo precedente2000 – Subiaco
Articolo successivo2002 – Erice (I)
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Salvatore Fricano, amministratore del sito delle vacanze filosofiche. Docente di Filosofia e Scienze Umane in un liceo. Esperienza, ormai datata, come analista programmatore e capo progetto in una società d'informatica.

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